

96. Un cambiamento epocale: la crescente fiducia nel pensiero
scientifico.

Da: S. Mastellone, Storia ideologica d'Europa: da Stuart Mill a
Lenin, Sansoni, Firenze, 1982.

All'avvento di nuovi governanti permeati da una mentalit empirica
contribu la diffusione in Europa, dopo la met del secolo
diciannovesimo, del credo positivista, che traeva alimento dai
valori e dai metodi della scienza. Cos le ricerche e le scoperte
non rimasero, come afferma in questo brano lo storico e politologo
Salvo Mastellone, fini a se stesse, bens trovarono applicazione
pratica nello sviluppo industriale e ampia divulgazione in
congressi, giornali, riviste e studi scientifici. Simbolo di
questa grande affermazione della scienza, che si ergeva al di
sopra di stati e governi, fu l'esposizione universale di Londra
del 1851, che raccolse prodotti provenienti da tutto il mondo. Si
ribadisce qui in sostanza la sensazione che il biennio
rivoluzionario 1848-49 fosse percepito dai contemporanei quale
spartiacque culturale fra due epoche, dopo il quale le idee, che
avevano caratterizzato la prima, stavano per essere soppiantate
dai fatti.

Verso la met dell'Ottocento si moltiplicarono in Europa gli studi
nei diversi rami delle scienze fisiche, delle scienze biologiche e
delle scienze chimiche, e si credette con maggior fiducia
nell'applicazione pratica delle scoperte scientifiche. Agirono in
questo senso i numerosi congressi internazionali degli scienziati
e i resoconti dati dalla stampa intorno alle ricerche sull'origine
delle sostanze: ottennero successo opere di volgarizzazione
sull'origine della vita e sulla conservazione della materia.
Dal punto di vista strettamente gnoseologico [conoscitivo] la
scienza imponeva il metodo induttivo, ossia la conoscenza
scientifica passava faticosamente dal particolare ai princpi
generali: Osservando i fatti singoli, comparandoli tra di loro,
cercando di trarre dal loro insieme i caratteri comuni e pi
generali, per risalire alle leggi che li governano: questo
procedimento comportava la liberazione degli schemi di idee
preconcette, di principi generali che varie filosofie avevano
imposto come soluzione aprioristica dei problemi della natura:
comportava, cio, la definitiva rinuncia all'applicazione del
sistema deduttivo (G. Montalenti, Storia della biologia e della
medicina, in Storia delle scienze, volume primo, Torino 1965,
pagina 322). Bisogna anche dire che, verso la met del secolo, la
scienza usc dal chiuso delle accademie e dei laboratori, e
s'impose come fattore importante nel progresso della societ: fu
allora che l'opinione pubblica scopr il valore della ricerca
scientifica. Maurice Daumas nella sua Storia della scienza
(traduzione italiana, Bari 1969, 2 volumi) ha tracciato un quadro
degli studi nella fisica e nella chimica, che poi permisero nel
1869 a Mendeleev [Dmitrij Ivanovic Mendeleev, chimico russo,
scopritore della tavola degli elementi che prende il suo nome] di
pubblicare la sua tabella con la classificazione periodica degli
elementi; ma questi studi ebbero notevole peso sul mondo socio-
culturale dell'Europa.
Per il dibattito sulla scienza importante fu la pubblicazione nel
1845 del primo volume di Kosmos: Entwurf einer physischen
Weltbeschreibung [Cosmo: abbozzo di una cosmografia fisica] di
Humboldt [Alexander Friedrich von Humboldt, naturalista tedesco,
fondatore della geografia moderna], che era una sintesi delle
conoscenze scientifiche dalla biologia alla geologia,
dall'antropologia all'astronomia, con una aggiunta storico-
filosofica sullo sviluppo progressivo dell'idea dell'universo:
secondo l'autore, in polemica con l'hegelismo, esiste uno stretto
rapporto tra le cose e le forze naturali, perci tutte le
discipline scientifiche sono strettamente legate (traduzione
italiana, Venezia 1861).
Dopo il biennio rivoluzionario fu seguito con maggiore attenzione
lo sviluppo delle scienze matematiche: nel 1838 Guglielmo Libri
[matematico fiorentino] aveva pubblicato a parigi una Histoire des
sciences mathmatiques en Italie, ma il discorso divenne europeo
con gli studi di J. A. Serret [matematico francese]. Grande fu
l'interesse per l'astronomia in seguito all'esperienza fatta nel
Panthon di Parigi da L. Foucault [fisico francese, rimasto
celebre per il suo esperimento col pendolo] con l'oscillazione del
pendolo (1851) per dimostrare la rotazione della terra, e in
seguito alle prime lastre fotografiche del sole e delle stelle;
nel 1855 usc il primo volume dell' Astronomie populaire di J. F.
Arago [fisico e astronomo francese]. Nel campo della fisica il
dibattito s'incentr sulla conservazione dell'energia: in Francia,
A. Barr de Saint Venant [ingegnere francese] pubblicava nel 1851
i Principes de la mcanique fonds sur la cinmatique, e in
Inghilterra, W. Thomson Kelvin [fisico inglese] iniziava le sue
ricerche sulla dissipazione dell'energia meccanica: in un
resoconto del 1851, sulla base di Experimental Researches in
Electricity, M. Faraday [fisico inglese, scopritore del fenomeno
dell'induzione elettromagnetica] affermava il principio che le
forze della natura sono mutualmente dipendenti e di conseguenza le
trasformazioni sono dipendenti da queste forze; in Germania W. E.
Weber [fisico tedesco] completava i suoi studi sull'ottica e
sull'elettromagnetismo che portarono alla realizzazione dello
spettroscopio. Nella scienza biologica le scuole di Parigi, di
Vienna, di Berlino, di Mosca si scambiavano i risultati delle loro
ricerche. Nel 1851 Claude Bernard [fisiologo francese] esegu a
Parigi una serie di esperienze, e apr alla fisiologia nuove
prospettive sostenendo l'unit dell'organismo; tutta la
diagnostica tradizionale venne sconvolta dagli apporti della
patologia e della microbiologia (Scienza e tecnica dalle origini
al Novecento, volume secondo, Milano 1977).
Gli storici sono d'accordo che, verso la met dell'Ottocento, la
ricerca scientifica conquist finalmente autonomia e indipendenza
effettiva, imponendosi come disciplina coerente, sanzionata dalla
sperimentazione e dall'osservazione, e fondata sul campo
d'azione. [...].
La scienza era alla base delle ricerche tecniche, ma era anche il
presupposto della trasformazione industriale che coinvolgeva tutta
l'Europa. L'avvenimento che colp la fantasia dei contemporanei fu
l'inaugurazione della grande esposizione di Londra del 1851; nel
Crystal Palace, opera mirabile di ferro e di vetro, furono riuniti
i prodotti di tutti i paesi; la produzione, realizzata con le
conoscenze scientifiche, esprimeva lo sforzo comune a uscire da
un'epoca di crisi e di agitazioni. La scienza aveva una sua unit
al disopra delle frontiere politiche, e mirava ad assicurare ai
popoli il benessere. La scienza si preparava anche a trasformare
la natura: si approntavano, infatti, i piani per far passare
l'acqua nel deserto e per aprire nuove vie di comunicazione alle
navi e alle merci.
Poich la scienza appariva utile all'umanit pi delle discussioni
metafisiche, molti pensatori, volte le spalle alla metafisica, si
orientarono verso lo studio della natura. Essi avvertirono che gli
eventi del 1848-1849 rappresentavano una cesura importante: le
idee che avevano dominato durante la prima met del secolo
sembravano cedere il passo ai fatti. L'idealismo perdette di
credito e si diffuse una filosofia scientifica, alimentata dalle
scoperte della chimica e della fisica, della fisiologia e della
biologia. A causa della ripresa produttiva e della richiesta di
moderne tecnologie, si fece strada un atteggiamento culturale pi
aperto e spregiudicato che port con s un modo nuovo di concepire
e praticare l'attivit scientifica (A. Baracca, S. Ruffo, A.
Russo, Scienza e industria, 1848-1915, Bari 1979). Gli scienziati,
convinti delle implicazioni pratiche delle loro ricerche,
ripresero a parlare dei problemi generali dell'uomo e della
societ; essi si preoccuparono attraverso prolusioni e articoli di
informare gli uomini colti delle scoperte e delle loro
applicazioni.
